Tapas day al nhow di Milano

Oggi è il la giornata mondiale delle tapas, anche detto #tapasday, il giorno ufficiale in cui si celebrano quei deliziosi piattini che si trovano praticamente ovunque in Spagna e che abbiamo assaggiato in tutte le salse nel nostro viaggio a Siviglia. Proprio in vista di questa occasione, qualche giorno fa, sono stata invitata dall’hotel nhow per carpire tutti i segreti della preparazione delle tapas all’executive chef Luca Molteni. Una serata divertente, passata nella cucina di un grande albergo con uno chef e uno staff tutto dedicato a noi, preparando (e assaggiando) una tapas dopo l’altra, ecco il racconto della serata.

Prima di parlare delle tapas, però vorrei spendere due parole sul nhow, visto che abbiamo avuto la fortuna di essere guidati in un piccolo tour privato dal gentilissimo direttore dell’hotel.

Il nhow fa parte della catena di hotel nh (spagnoli, e qui torniamo al tema tapas!) e si trova nel cuore del distretto del design, Zona Tortona. Immaginate un hotel, che più che un hotel, in verità, io l’ho vissuto come un museo. Progettato dall’architetto Daniele Beretta e arredato dall’interior designer Matteo Thun, l’hotel nasce dal recupero dello spazio della ex-fabbrica della General Electric. Gli spazi ampi, i piloni che caratterizzano i corridoi che portano alle camere e il tetto a “punte” richiamano chiaramente questo passato industriale. Già questo meriterebbe una visita, ma c’è di più. Ogni nhow ha un tema specifico e quello milanese è dedicato all’arte e al design. Negli spazi comuni troviamo quindi delle vere e proprie mostre che cambiano due volte all’anno, grazie a un curatore che seleziona artisti emergenti.

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In questi mesi potrete ammirare le bellissime meduse “jellyfish matrix” di Elisa Lobo, artista brasiliana che ha realizzato grazie all’aiuto di giovani donne brasiliane, togliendole dal duro lavoro nelle piantagioni di caffè e avvicinandole al mondo dell’arte, del cucito e del ricamo. Tutte le opere sono realizzate a mano, cucendo pezzo dopo pezzo vari tessuti e stili. Oltre alle sue opere mi hanno colpita quelle di Flaminia Mantegazza, artista italiana, che sperimenta con il collage e crea originali quadri con giornali piegati o appallottolati. Infine, al quarto piano, un piacevole incontro con i quadri di Mario Corallo, artista che conosco personalmente (wow!) e che tra l’altro ogni giovedì, durante gli aperitivi, potrete trovare al nhow a tatuare in diretta :)

Oltre alle opere d’arte sono molti i pezzi di design che si trovano in albergo e sicuramente meritano una nota le camere che abbiamo potuto visitare. Se l’albergo è molto scuro, con luci che cambiano e si abbassano in base all’ora del giorno, così come la musica, le camere sono luminosissime, essenziali e ariose. Le porte di ciascuna camera sono riconoscibili, oltre che dal numero ovviamente, da dei graffiti presenti sulle porte. Un altro tocco di arte che caratterizza l’hotel.

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Oltre alle camere base, che per me già andrebbero benissimo, siamo stati in una junior suite: particolarissima la vasca cal centro della stanza, racchiusa da tende bianche in un gioco di vedo/non vedo. Ma è la suite al quarto piano che mi ha lasciata veramente senza parole: sarà perché non ero mai stata in una suite, sarà perché qui ci hanno dormito personaggi pazzeschi (da Ryanna a Brad Pitt), ma questa, che più che una suite è un loft, mi ha lasciata davvero senza parole. Una grande scala ci accoglie appena entriamo nella camera e subito dopo lo spazio si apre con la zona relax e un grande tavolo in legno bianco. Il pavimento è esattamente quello che avrei voluto a casa mia (grandi liste di parquet) e dalla zona living si può vedere la camera da letto e il bagno, situati al piano superiore (ovviamente c’è un bagno anche giù). Altra particolarità nella particolarità: nella base della vasca da bagno al piano superiore ci sono due oblò che danno direttamente sotto. Davvero particolare!
Insomma, io mi sono innamorata di queste camere, e già sto fantasticando di rilassarmi in una vasca da bagno rotonda in mezzo alla stanza in uno degli altri due nhow in Europa: a Berlino e a Rotterdam (vi ho mai detto quanto mi piacerebbe visitare a Rotterdam?).

L’hotel ha anche una zona bar e un ristorante a cui è possibile accedere anche se non si è ospiti dell’albergo. Pare che le colazioni siano ottime, penso che presto ne proverò una, vi farò sapere!

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Ma veniamo alle tapas, dopo il giro in hotel, siamo andati direttamente in cucina a lavorare con Luca, lo chef. Che dire, anche lui e tutto il suo staff sono stati gentilissimi e ci hanno messo subito a nostro agio. Tra una chiacchiera e un bicchiere di vino abbiamo iniziato a tagliare prosciutto (pata negro) e a mangiarlo con pomodoro su piccole bruschette, abbiamo assaggiato una delicatissima maionese con aglio, salsa di peperoni con briciole di pomodoro, patatas bravas, un delicato gazpacho, morbidissime crocchette di pollo, insalata russa con tonno, croccanti chips di patate viola…insomma una delizia dietro l’altra. Vi lascio qui qualche foto, non vi viene l’acquolina?

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Insomma, non ci sono scuse per non passare dal nhow: se siete alla ricerca di un albergo dove dormire è il posto giusto, e se invece siete di Milano è l’occasione per passare una serata diversa dalle solite. Sulla pagina Facebook dell’hotel tutte le news e gli appuntamenti da non perdere. Se volete provare anche voi le tapas di Luca, in un’atmosfera di arte e design, questa sera non perdetevi l’aperitivo al nhow. Il prossimo aperitivo sarà il 30 giugno: un aperitivo wellness a base di yoga e cibo sano. Per ora non posso aggiungere altro, ma iniziate a segnarlo in agenda!

 

** Il post non è sponsorizzato, tutte le opinioni sono mie, frutto dell’esperienza della serata.

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2 comments

  1. figata il tapasday, non ne avevo mai sentito parlare..che invidia poi le tue foto mettono una voglia..però devo essere sincera , anni fa sono stata ospite in questo albergo in occasione del gran premio e sai che a me non è piaciuto ..non voglio sembrare una stronzetta snob ma proprio non incontrava il mio gusto l ho torvato freddo e scuro troppo scuro..ma come dico sempre eprfortuna non abbiamo tutti gli stesi gusti s eno sai che noia??!!i lampadari cquemi sono piaciuti tantissimo

  2. Devo dire che anche a me, visto così da fuori, sembrava molto freddo e lontano dal “calore” che di solito mi piace. Invece avendo la possibilità di visitare qualche stanza (e la suite!) ho visto il contrasto (voluto ci hanno detto) tra le aree comuni e le stanze, molto luminose e accoglienti. La cosa che mi ha colpito è l’attenzione ai dettagli, musica e luci che cambiano nel corso del giorno a seconda delle ore, i profumi e i colori diversi che caratterizzano ogni pano ecc. Devo dire che dopo questo “tour” mi è venuta voglia di scoprire anche gli altri (a Berlino e Rotterdam), chissà mai che un giorno… Quello che dici comunque è verissimo, per fortuna non tutti abbiamo gli stessi gusti altrimenti non ci sarebbero scambi di opinione e confronto :)

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