Shanghai la modaiola

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E così eccomi qui, seduta alla scrivania, una tazza di tè cinese in mano e la voglia di raccontare questo viaggio in Cina, partendo proprio dalla prima città che abbiamo visitato, forse anche la più “occidentale”: Shanghai. Ci ho pensato tanto, perché non è sicuramente stato un viaggio facile e ho pensato a quali sarebbero state le parole più adatte per raccontarlo. La premessa riguarda sicuramente il mio rapporto con l’Asia che, nel mio immaginario, ho sempre identificato con templi e incensi, strade ingarbugliate e caos disordinato di persone e animali come nel caso del Nepal o di grattacieli ultramoderni e quartieri ordinati, tradizioni profonde e senso zen come per il Giappone. La Cina, per il viaggio che abbiamo fatto noi non è stato niente di tutto questo. E all’inizio questo mi ha spiazzato profondamente. È un viaggio che abbiamo assaporato passo dopo passo, cercando di cogliere le caratteristiche che rendevano unica ogni tappa. In questo post vorrei quindi raccontarvi il nostro itinerario, dedicando un altro post per cercare di rispondere alla domanda che mi hanno fatto in molti “consiglieresti questo viaggio?” e che merita qualche spiegazione in più. La risposta di getto è assolutamente si, tutti i viaggi meritano di esser affrontati, anche se forse per questo serve un pizzico di preparazione in più :)

Ma veniamo al nostro itinerario. Viste le distanze enormi e la decisione di spostarci con i treni e non con i voli interni (decisione molto azzeccata) abbiamo toccato 5 mete: Shanghai, Pechino, Datong, Pingyao e Xi’An per poi tornare a Pechino per gli ultimi giorni. Per ciascuna meta ecco le nostre impressioni e le cose da non perdere: oggi il post sarà tutto dedicato a Shanghai, la modaiola.

Arrivare a Shanghai è stato uno choc. La città è grande, caotica, fatta di forti contrasti: da una parte grattacieli ultramoderni e dall’altra interi quartieri dormitorio, zone alla moda affiancate a quelli che una volta erano i quartieri autentici e che oggi sono trappole per turisti pieni di negozietti di cianfrusaglie. Da non perdere è la zona della Consessione Francesce, che qui è conosciuta come Xuhui (metropolitane in zona Changshu Rd, Shanghai Library) dove passeggiare nelle vie alberate tra casette basse in stile coloniale, negozi alla moda e bei localini dove fermarsi a mangiare. Se siete da queste parti a pranzo o cena non perdetevi il Mia’s Yunnan Kitchen (45 Anfu Road) ambiente minimal chic e cibo delizioso.

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Altre due zone da non perdere sono Tiánzifáng e Xintiandì. A Tiánzifáng usicte dalla metro di Dapuqiao ed addentatrevi in uno dei portoni che si aprono sulla strada: state entrando nel dedalo di quelli che una volta erano i vicoli tradizionali (i cosiddetti lòngtáng) e che oggi hanno come principale attività lo shopping. Se non siete interessati agli acquisti è comunque un modo per respirare un po’ di autenticità, visto che molti sono ancora abitati.
A Xintiandì invece andateci per cena, è qui che ci si ritrova fino a tardi nei numerosi ristoranti all’aperto. Passeggiando per queste strade, più che in Cina, vi sembrerà di essere a New York, a Parigi o a Londra.

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Se siete dei gastronauti o semplicemente curiosi di provare il migliore street food che la città può offrirvi ma non sapete da che parte iniziare, affidatevi a dei professionisti. Noi abbiamo fatto il Night Market Tour con UnTour e abbiamo pasteggiato tra un localino e l’altro assaggiando di tutto e di più (quello che ho in mano nella foto è un pezzo di serpente fritto, preparato proprio davanti ai nostri occhi). Assolutamente consigliato per mangiare in tutta sicurezza e carpire qualche segreto della cucina cinese. I tour sono in inglese, il calendario con tutte le date e le informazioni qui.

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Tutt’altro stile ha invece il famoso Giardino del Mandarino Yu, a cui si accede passando per un bazar (cosa che non riuscivamo a concepire inizialmente ed infatti ci siamo persi tre volte!). I giardini sono stati ricostruiti in seguito a numerose distruzioni, ma sono un’oasi di pace tra laghetti con carpe, ponticelli, padiglioni colorati e alberi sotto i quali ci si può godere un po’ di ombra. Il consiglio è di andarci al mattino presto per godere di un po’ di tranquillità e girarli senza ressa. Usciti dai giardini vi troverete in una strada piena di negozi che vendono souvenir piuttosto pacchiani e che viene chiamata “strada vecchia” (Middle Fangbang Rd), lasciatevela alle spalle e finirete in una zona più autentica dove troverete localini in cui mangiare (non parlano inglese ma hanno menù con le immagini) e scorci di vita quotidiana.

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Se amate le foto ricordo, quelle che ritraggono i simboli delle città che visitate, non perdetevi al al tramonto la foto di rito al Bund. Andate sul lungofiume e guardate le luci di Pudong (il quartiere ultramoderno dall’altra parte del fiume) che si accendono una dopo l’altra. A questo punto armatevi di pazienza e fatevi largo tra i numerosi(issimi) turisti e scatttate la vostra foto ricordo. Ma non andate troppo tardi, intorno alle 21 le luci dei più importanti grattacieli si spengono per contrastare l’inquinamento luminoso.
Se, invece, volete andare di giorno a fare un giro a Pudong, oppure volete salire su uno dei grattacieli per godervi lo spettacolo del tramonto “vista città” prendete il traghetto Jinling Rd. (si prende a sud del Bund) che al costo di 2 yuan vi porterà dall’altro lato del fiume.

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Avete voglia di visitare gallerie d’arte indipendenti in un contesto post industriale? Allora non perdetevi l’M50, nella polverosa Moganshan Rd a nord della città (metro Shanghai Railway Station). Interessante, oltre le varie gallerie d’arte anche la zona circostante, con il muro che costeggia la strada tutto ricoperto da murales e i palazzi ad alveare sullo sfondo.

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Il tempo di sistemare le foto delle tappe successive e nel prossimo post vi racconto di Datong e Pingyao. Stay tuned!

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