Metti un weekend a Trieste

Sistemando le foto del viaggio in Cina, qualche settimana fa, ho trovato le foto del viaggio fatto a Trieste nel marzo scorso e mi sono resa conto di non averne ancora parlato. È il caso di rimediare subito, no?

La cosa divertente è la faccia delle persone a cui raccontavo che ero in partenza per Trieste. “Trieste? E cosa ci vai a fare?” Era la risposta un po’ sorpresa di tutti. Effettivamente il motivo per cui ho scelto questa città è perché da sempre, le città di confine mi hanno affascinato. E Trieste, di fascino, ne ha da vendere. È una città che mescola insieme tante cose: lingua, cucina, usanze. Una via di mezzo tra il mare e la montagna, tra l’Europa e l’Italia, una città divisa e con tanti contrasti. Un centro pieno di palazzi storici, maestosi ed eleganti, ma vuoti. Un mare che però non ha spiagge, una collina da cui si hanno viste bellissime su tutto il golfo. Una tradizione culinaria che mescola i cibi più poveri con la sontuosità dei café del centro. Il tutto condito con un cielo blu e un vento di bora che penetra nelle ossa. Ecco il racconto dei nostri tre giorni triestini.

partiamo insieme alla scoperta di trieste

L’OPICINA E IL CARSOopicina e carso

Il tram de Opicina è già di per se un’attrazione: parte dal centro della città come tram normale, diventa cremagliera e infine funicolare per riuscire a superare il notevole dislivello che deve affrontare. Punto di approdo è il comune di Opicina, nel Carso. Da qui parte una bellissima passeggiata di circa 4 km, detta Strada Napoleonica che regala delle viste mozzafiato sul golfo e sulla città di Trieste. In questa zona la duplice anima della città di fa ancora più forte: i cartelli in lingua italiana e slovena ci ricordano che l’ Opicina è una delle frazioni maggiormente abitate da cittadini della minoranza slovena in Italia.

ANDARE PER OSMIZIE
osmizia

Le osmizie sono la versione evoluta (o forse precursore) del cibo di strada. Non tanto del cibo di strada chic e trendy come lo intendiamo oggi, quanto del cibo che veniva servito a lavoratori e viandanti sin dai tempi di Carlo Magno. Le osmezie sono delle cascine, in cui, in determinati periodi dell’anno si vendono formaggi, salumi e prodotti locali. Anche qui c’è una commistione di tradizioni: l’origine della parola è slovena e deriva da “osem”, otto, ossia gli otto giorni di vendita libera al pubblico che le leggi asburgiche permettevano ai vignaioli. La cosa divertente è che le osmezie vanno ricercate, non sono, infatti, aperte tutte insieme e sono segnalate da un cartello rosso in prossimità della cascina (per fortuna oggi è possibile sapere quali sono quelle parte cercando osmezie). L’atmosfera è molto informale, con le caratteristiche tovaglie a quadrettoni, gli affettati serviti su vassoi di carta insieme a uova sode, kren (rafano) e l’immancabile vino rosso.

IL CASTELLO DI MIRAMAREmiramare

Pochi chilometri fuori da Trieste sorge il castello di Miramare, con il suo incantevole parco affacciato sul mare. Ci si può venire in autobus oppure facendo una lunga passeggiata sul lungomare di Barcola dove le persone si fermano a prendere il sole sulle panchine e sugli scogli. Non siamo stati all’interno del castello, ma anche visto da fuori è veramente suggestivo, soprattutto in una giornata come quella che abbiamo trovato noi, dove le nuvole si confondevano con il mare.

I CAFFÈ
café trieste

Una cosa che sicuramente noterete girando per Trieste sono i numerosi café storici, dal gusto retrò legati ad un passato mitteleuropeo e letterario. Seduti in queste sale dai soffitti alti, con grandi specchi alle pareti e sedute rivestite in velluto è facile immaginarsi scrittori come Svevo e Joyce intenti a leggere e discutere di quello che succedeva in città. Concedetevi una sosta al famoso Caffè degli Specchi, in Piazza Unità d’Italia, nato nel 1839, dove potrete gustare piccola pasticceria dolce e salata. È conosciuto come uno dei salotti buoni della città, dove osservare la vita quotidiana dei triestini. Per calarvi appieno nell’atmosfera ordinate un “capo in b”, ovvero un cappuccino piccolo nel bicchiere di vetro da osteria, una vera delizia. Un’altra tappa immancabile è la storica pasticceria Pirona (Largo Barriera Vecchia, 12): varcando la soglia sembra di tornare indietro nel tempo. Tutto è in legno, con un bancone a ferro di cavallo colmo delle delizie che sforna il laboratorio di pasticceria sul retro. È possibile ordinare anche da bere, ma si mangia al banco, non ci sono posti a sedere.

MANGIARE
salumare trieste

Sicuramente per una gita gourmand una tappa da non perdere è il Buffet del Pepi (via della Cassa di Risparmio 3), dove guastare il suo famosissimo bollito che cuoce e ricuoce nei fumanti pentoloni di acciaio. Se però anche voi, come me, non amate il bollito SaluMare è il posto che fa per voi. Atmosfera informale con tavoli e sgabelli alti, libri da sfogliare e un arredamento che ricorda quello di una casa. Qui salmoni e baccalà sono affumicati artigianalmente e appesi al soffitto come prosciutti, ad onorare il nome che mescola salumeria e mare. Da non perdere le tapas di mare (i rebechin) e piattini come il pulpo a la gallega o il ceviche peruviano.

E se questo non bastasse la moda degli hamburger sani e gustosi è arrivata anche a Trieste (via Rossini, 8): 040 Social Food è un bel locale, in centro, dove si beve e si mangia bene. Oltre ad hamburger, patatine rigorosamente con la buccia e panini gourmand si mangiano anche ottime insalate, zuppe e c’è particolare attenzione alla realizzazione di piatti per celiaci.
040 social food

RISIERA DI SAN SABBA: PER NON DIMENTICARE
san sabba

Uno dei motivi per cui ho deciso di visitare Trieste è anche la Risiera di San Sabba: campo di smistamento in territorio italiano. Qui vennero rinchiusi e uccisi prigionieri politici ed ebrei. La visita, con audioguida, è interessante, toccante e da molti spunti su cui riflettere. Su questo non mi voglio dilungare, credo solo che la visita ad un luogo dell’orrore come questo sia qualcosa da incentivare e promuovere, perché non si dimentichi il passato.

PASSEGGIARE trieste

Trieste è una città che si gira facilmente a piedi, partite alla scoperta dei suoi vicoletti del centro, del suo lungomare e della città vista dall’acqua grazie al Molo Audace, costruito sul relitto di una nave. Curiosate tra i rigattieri che animano il centro e visitate la sinagoga, un delle più grandi in europa (via San Francesco 19 – domenica mattina) e la bellissima chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione. Oppure arrampicatevi fino all’orto botanico, sulla collina da cui si gode una bellissima vista della città. Ma soprattutto non perdetevi d’animo se le persone a volte sono scontrose, fatevi una risata e rispondete a tono (sempre in modo garbato), probabilmente apprezzeranno. 

Un weekend a #Trieste: la guida su cosa vedere e dove mangiare Condividi il Tweet

Un weekend a Trieste: cosa vedere e dove mangiare

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