Datong la polverosa

Datong la polverosa. Datong la città che si sta facendo un lifting demolendo quello che c’era e ricostruendolo nuovamente, da zero. Datong la città artificiale. Arrivando in stazione, dopo una notte in treno (ve ne parlerò!) la città che appare è un ammasso di case e casette dall’architettura socialista. Un polveroso quartiere ricco di ristorantini, negozietti e banchetti dove, nonostante siano solo le 6 di mattina sembrano tutti piuttosto indaffarati. Andando verso il centro della città si scorgono le mura, che appunto sono in restauro, con le torri e immagini quanto dovesse essere bella Datong, un tempo. Alloggiamo in una delle vie principali, che come al solito è sinonimo di shopping e grandi negozi. Posiamo gli zaini, ci armiamo di macchina fotografica e ci dirigiamo subito alla ricerca di una Datong più vera, esisterà, no?

Ci perdiamo tra la piazza della Bandiera Rossa (ricostruita), piena di gente che passeggia e di bambini che giocano con l’acqua della fontana, il muro dei Nove Draghi (pare essere originario dell’epoca Ming) e un quartiere subito dietro il muro, non ancora toccato dal lifting e quindi più autentico. Le persone sono molto sorridenti e disponibili, ci guardano con curiosità, come sempre siamo gli unici occidentali da queste parti :)

datongcity

In realtà però, siamo venuti a Datong per visitare due attrazioni che si trovano nelle vicinanze: le grotte di Yungang e il tempio sospeso. Solitamente rifuggiamo dai tour guidati perché preferiamo avere i nostri tempi, scoprire le cose in autonomia e perché spesso finisci in negozi, tappe obbligate del tour. In questo caso invece, come letto in molti forum di viaggio, affidatevi senza timori al signor Gao, del CITS che organizzerà tutta la giornata, compresa una guida (la nostra era una ragazza di cui non ricordo il nome, molto preparata e simpatica) per una cifra ridicola (100 yuan a testa, in albergo ce ne avevano chiesti 380 a coppia). Il tour parte al mattino verso le 9 e dura tutta la giornata. Per prima cosa si visitano le Grotte, che distano una mezz’oretta di strada dalla città. Le grotte sono numerose (circa 250) e risalgono al 460 d.C., le sculture sono davvero molto suggestive e hanno degli elementi di ispirazione persiana, indiana e greca. Alcune statue sono imponenti, altre molto piccole, alcune grotte sono semplici e spoglie, altre sono ricchissime e in alcuni casi sono visibili anche degli splendidi colori. La visita è sicuramente molto interessante e merita, ma non aspettatevi un luogo di culto: quello che manca completamente è l’aspetto spirituale. Anche se alla fine, davanti alle statue più grandi, c’è un altare con dell’incenso, l’atmosfera è quella di un parco archeologico e forse è giusto che sia così (probabilmente sono io che dove leggo Buddha mi aspetto incenso, misticismo e venerazione)

Si prosegue nel pomeriggio con la visita al tempio sospeso, che fa impressione per quanto sia costruito attaccato alla montagna. Ma non fatevi impressionare, i sottili pali che vedete scendere dalle strutture non reggono davvero la costruzione, che è ben piantata nella roccia, sono messi solo per bellezza :)Il luogo scelto era strategico per garantire quiete e tranquillità per la meditazione dei monaci e anche il miglior riparo possibile dagli agenti atmosferici.
Il percorso di visita è a senso unico perché i corridoi sono davvero stretti e i parapetti bassissimi, una bella prova per me che soffro di vertigini!templi_grotte

E ora qualche info pratica per raggiungere il CITS e organizzare gli spostamenti. Si trova nella zona della stazione quindi potete andarci al mattino direttamente quando arrivate col treno oppure tornarci in seguito come abbiamo fatto noi, con i mezzi (chiedete quale è il mezzo che porta in stazione perché con i lavori in corso cambiano tratte e numeri). Una volta arrivati in stazione, guardando la stazione davanti a voi, andate a sinistra (vedrete un grosso palazzo/albergo giallo), la strada fa una piccola curva, proseguite sul marciapiede costeggiando la stazione e sulla vostra destra si apre una via. Entrate nella via e girate a sinistra seguendo le indicazioni CITS. Nel pomeriggio l’ufficio è aperto dalle ore 15. Il signor Gao è molto gentile e parla inglese. Nel caso non lo troviate andate alla reception dell’albergo nello stesso cortile (la receptionist non è per niente gentile, ma saprà dirvi a che ora troverete aperto l’ufficio). Se, come noi dovete partire la sera dopo il tour, potete lasciare gli zaini alla reception dell’hotel pagando 5 yuan. La sera al rientro noi ci siamo riorganizzati gli zaini sulle poltrone della hall (se così vogliamo chiamarla) dell’albergo e siamo andati a mangiare nel grande ristorante consigliato dalla LP davanti alla stazione approfittando del bagno per lavarci i denti e rinfrescarci prima della partenza!

Prossima tappa Pingyao la perla, una delle poche città ancora conservate come un tempo.

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